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Oh, io c’ero…

Ai concerti in Italia ormai la (maggiorparte della) gente ci va non per ascoltare musica, vedere uno spettacolo, divertirsi, emozionarsi. No. Ci va per poter dire agli amici, ma soprattutto allo sconosciuto popolo della rete, ‘Oh, io c’ero!’.
Non è più importante condividere la gioia della musica. No. È fondamentale condividere l’immagine istantaneamente. Una miriade di schermi di telefoni e tablet rivolti verso il palco per immortalare e ri-trasmettere immediatamente al mondo quello che tu credi di vedere. Tu non guardi più il palco, tuguardi lo schermo del cellulare per poter dimostrare a tutti chestavi veramente lì. Peccato che così però ti perdi tuttal’essenza del concerto.
È successo la scorsa settimana aiconcerti di Ligabue, è successo ieri sera allo show di GiannaNannini che non cantava così bene da anni. Una performance dialtissimo livello. Peccato che la (maggior parte della) gente non sene sia neanche accorta, perché era talmente impegnata a guardare loschermino, mandare messaggi, postare immagini, da dimenticarsi disentire il concerto.
Il rock è passione, coinvolgimento,liberazione. Il rock va vissuto con la forza dell’anima e il sudoredell’emozione. Il rock è immediato, non mediato da un cellulare o daun tablet. Il rock è vita vissuta, è sogno da realizzare, èsperanza. Ma questo passa in secondo piano, anzi dietro a unminuscolo vetro che vorrebbe – e alla fine ci riesce pure -sostituirsi al tuo occhio.
Il risultato è un pubblico molle edistratto che – eccezion fatta per i fedelissimi sotto al palco –non si fa più toccare dalla musica. Sì, canta pure tutte lecanzoni, ma lo fa come lo far la mattina sotto alla doccia, come unriflesso condizionato. Non le ascolta, non le vive, le rimanda soloall’esterno, a chi non è lì, solo per poter dire ‘Oh, io c’ero’. Eanche chi sta sul palco se ne accorge.
È il segno dei tempi, il riflessodella società in cui viviamo dove non conta uscire con gli amici perridere e scherzare, parlare e discutere, ma fare la lista di quantine hai su facebook; dove non è importante guardare una personanegli occhi per capire se la ami ma elencare le persone con cui haichattato in rete per poi poterci uscire al massimo tre volte; dovenon esiste più il confronto – e il contrasto – con gli altri, mavale solo il numero di like che riesci a totalizzare quando pubblichiun post, che spesso è una frase del tuo cantante preferito. Quellostesso cantante che magari la sera prima sei andato a vedere ma chenon hai “sentito” perchè dovevi guardare il tuo cellulare.
Ecco, a me piacerebbe davvero tanto cheuno di questi artisti facesse un gesto estremo, rivoluzionario edavvero rock. Quale? Invitare la (maggior parte della) gente a mettere via telefoninie tablet, per godersi finalmente il concerto, la musica, le parole,la compagnia e la gente che hanno intorno, mosrtrandogli – per una volta – tutta la loro aridità.

(8 maggio 2015)