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Jackie: il racconto del dolore

La storia la conosciamo tutti, e la conosciamo fin troppo bene nonostante rimangano ancora oggi dubbi e omissioni. Eppure “Jackie” sembra raccontare una storia diversa. Forse perché quella tragedia moderna Pablo Larraìn (il regista) ce la racconta da un altro punto di vista, ce ne parla in modo differente: non dà giudizi, non scivola nel gossip, non fa supposizioni. Racconta esattamente il dolore di una donna di 34 anni a cui ammazzano il marito mentre siede al suo fianco. Un dolore rivissuto attimo per attimo nelle sue parole, nei suoi flashback, nei suoi sguardi, nelle sue lacrime, nelle sue sigarette fumate nel corso dell’intervista che rilascia a un reporter. Un dolore che colpisce dritto allo stomaco dello spettatore, che parla al suo cuore e alla sua coscienza. E chi guarda non può non immedesimarsi nel personaggio magistralmente interpretato da Natalie Portman. Il ritratto che emerge fotogramma dopo fotogramma, è quello di una donna profondamente innamorata del proprio marito, determinata e coraggiosa al punto da sfidare le regole del protocollo e della sicurezza pur di rendere il degno omaggio a quell’uomo che avrebbe dovuto cambiare il corso della storia. E sarà proprio lei a pretendere che suo marito venga sepolto nel cimitero degli eroi americani (quello di Arlington, a Washington) e non in quello di famiglia (Holyhood, a Brookline in Massachusetts), dove riposa anche il figlio Patrick, morto nell’agosto del 1963 a soli due giorni di vita.

Jackie è una donna che vive il suo immenso dolore senza nascondersi, lo affronta con estrema dignità, non cerca compassione, non vuole pietà: vuole che tutto il mondo sappia chi fosse il suo John Fitzgerald Kennedy e di quale orrore sia stato perpetrato ai suoi danni. Vuole che quel Presidente venga ricordato per la portata del suo operato come uno dei più importanti della storia, alla stregua di Abraham Lincoln che abolì la schiavitù e che venne anche lui assassinato (il 15 aprile del 1865, nda). Per questo Jackie pretenderà che il funerale di suo marito sia esattamente uguale a quello di Lincoln, e per questo – se ancora oggi JFK è un personaggio mitico nell’immaginaro collettivo americano – molto merito va a Jackie. Un nome, e una donna, diventati anch’essi leggendari.
“Jackie” è un film intenso, bellissimo, interamente centrato sul punto di vista della donna e sulla straordinaria interpretazione di Natalie Portman, candidata all’Oscar come migliore attrice protagonista. Un premio che sarebbe più che meritato. Nel cast anche John Hurt nei panni del prete confessore, in una delle sue ultime interpretazioni.

JACKIE – Regia di Pablo Larraìn, con Natalie Portman, Peter Sarsgaard, Greta Gerwig, Billy Cudrup, John Hurt. Usa 2016